Lunedì, 15 Settembre 2014 18:23

    15 Settembre 2014 - 150 anni di Adamello In evidenza

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    "Solo all’ultimo momento scorgemmo la cima, le pendenze rapidamente decrescenti che l’avevano coperta fino ad ora; nella neve abbastanza profonda salivamo l’altura ormai insignificante, non erano più necessari gradini, e alle 11,15 (quindi dopo un’ora e mezza) mettemmo piede gridando a squarciagola sulla cima (come il Corno Bianco) ancora vergine, completamente prima di sassi, lunga 35 passi e larga 8 da cui verso Nord sporgevano cornici di neve, larghe forse una testa e mezza, sulle ininterrotte pareti rocciose profonde più di 1000 piedi. La soddisfazione della fame dovette essere rimandata, contro la sete c’era abbastanza neve. Giovanni fece prima un sonnellino, poi fumò due sigari italiani e faceva domande senza fine. La vista era di infinita grandiosità, un mondo di monti, cattedrali di neve e di roccia, una variopinta confusione di tutti i colori e tonalità si stendeva davanti all’occhio incantato, profondità e distanze sembravano infinite. Il giorno era radiosamente limpido, solo verso Sud si stendeva una leggera nuvolaglia a un livello di 5000 piedi, il cielo era azzurro intenso, non riuscii a osservare le stelle, la temperatura all’ombra era +11°R, al sole 23°R. Con tale calore la luce intensa e la continua vista della carta durante un lavoro di due ore, i miei occhi lacrimavano continuamente.”

     Julius Payer, traduzione di Francesco Mazzocchi

    Dal libro,  Alta Via dell'Adamello.

     

    Oggi ricorre l'anniversario della prima salita dell'Adamello da parte di Julius Von Payer e la guida Giovanni Caturani.

     

    Letto 4926 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Settembre 2014 19:03
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